44 anni con don Oreste

 

Foto: l’accoglienza di don Oreste l’8 dicembre 1958

 

8 dicembre 1958. Ingresso di
don Oreste Bonomi a Pedemonte.

Ecco uno stralcio della sua prima omelia:

 

 

«Eccomi in mezzo a voi, direttissimi fedeli, come vostro pastore e padre e guida. Oggi in modo particolare raggiungo quella paternità spirituale che è propria del sacerdote. E come il padre è felice quando è con la sua famiglia nella propria casa, cosi io provo la più viva gioia di trovarmi intorno quelli che la Chiesa oggi mi affida come figli. Oggi apriamo il nostro ministero sacerdotale in questa bellissima festa dell’Immacolata, al termine di questo mirabile centenario di Lourdes come più felice auspicio per il nostro parrochiato. Che esso inizi e proceda sotto la guida di questa Stella, sotto la protezione di questa Madre, dietro l'insegnamento di questa Maestra.

Prima di cominciare il ministero parrocchiale ricordo una parola del Signore che un giorno parlando da buon pastore diceva di se: "Conosco le mie pecore ed esse conoscono me. La prima necessità: conoscervi tutti per tutti amare, attrarvi tutti a Cristo e portarvi tutti a Lui. Verrò nelle vostre case e vi conoscerò, vi vorrò bene.

Ecco tracciato il programma per il nostro ministero parrocchiale: istruzione religiosa e liturgia. Il male fondamentale della società moderna è la spaventosa ignoranza delle verità della fede. Catechismo! Sia la parola d’ordine! E l'istruzione cristiana il pane quotidiano. Ma dobbiamo ricordare l'altro punto altrettanto fondamentale: la preghiera! Ed è la preghiera quella forma che ci offre la chiesa, la preghiera liturgica. La preghiera della Chiesa è la Santa Messa. Sono i sacramenti, il Battesimo dei nostri bimbi, la Confessione, la Comunione di tutti e l'estrema Unzione dei nostri malati gravi. Sarà quindi nostra cura che la liturgia sia l'anima dell'azione pastorale di questa già carissima parrocchia. La Santa Messa! Cosa dev'essere per noi? L'incontro della famiglia di Dio intorno a mensa del padre, l’offerta di tutti, il sacrificio di ognuno.

Da oggi sono vostro, sono per voi, per tutti, nessuno escluso. Per voi ho pregato già da molto tempo nella mia stessa preparazione al sacerdozio. Vorrei far mia la parola che san Paolo rivolgeva ai suoi fedeli: “mi sono fatto tutto a tutti per far tutti salvi”. Voglia Iddio che nessuno di voi che oggi ricevo come figlio vada perduto.

Due corpi oggi mi sono affidati, due corpi ricevo in custodia dalla Chiesa: il Corpo di Gesù nell'Eucarestia, il Corpo mistico di Cristo che siete voi. Voi Gesù e Voi mistico Corpo di Cristo sarete la mia preoccupazione. Voi custodirò, guai a chi mi vuole allontanare col male questi tesori.

Ci sono delle cose che io pure chiedo a voi, miei dilettissimi fedeli. Chiedo preghiera. Senza l’aiuto di Colui che ci da tutto non possiamo penetrare nel fondo delle anime. Noi dobbiamo dunque chiedere! E con una preghiera organizzata formeremo una schiera orante per la parrocchia. Una difesa contro il male. Un'arma di conquista nelle pacifiche battaglie di Dio. Chiedo collaborazione nelle opere parrocchiali, Azione Cattolica, catechismo, divertimento sano, liturgia, avvicinamento dei lontani, eccetera. Non posso fare da solo, vi chiedo aiuto, chiedo docilità.

Vengo con una missione: fare di voi dei cristiani, fare della Parrocchia una famiglia dove si ama Dio. Se nella famiglia i figli sono docili al padre, tutto va bene. La famiglia è felice, gli affari rendono. Ma se i figli sono insubordinati tutto nella famiglia va sottosopra. Voi siete i figli. Io, per una missione della Chiesa, sono da oggi il padre. Se voi accoglierete il padre farete di Pedemonte una cara e una santa famiglia e sarà la vostra felicità di oggi e dell'eternità». 

 

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© Parrocchia di Pedemonte, via della Contea 1 37029 San Pietro in Cariano

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