Le vetrate, una bibbia di luci e colori

Dopo aver dedicato alcuni numeri alla storia della nostra parrocchia, dalle sue origini più remote, alla sua costituzione meno di un secolo fa, fino alle vicende più recenti, ci dedichiamo ora a presentare le bellezze artistiche che la decorano. Ad uno sguardo non attento, come può capitare a chi abbia da sempre visto la chiesa così com’è, rischia di sfuggire il tesoro che essa racchiude. Certo non è paragonabile a moltissime chiese, che a Verona, in Italia e nel mondo, attirano visitatori e credenti. Nel nostro piccolo godiamo di quel che abbiamo, se siamo capaci di leggerlo.

 

Le vetrate artistiche

Entrando in una chiesa, spesso, il nostro sguardo è subito catturato dalla luce colorata delle vetrate. Le guardiamo ignari della loro storia, a volte del loro significato, ma restiamo incantatati di fronte all’atmosfera che riescono a creare in quel luogo sacro.

La vetrata artistica come la conosciamo noi, con i bellissimi colori del vetro soffiato, nasce assieme all’architettura gotica, dove gli spazi architettonici tra gli alti costoloni, dovevano essere chiusi con un materiale in grado di filtrare la luce entrante.

Il vetro, che non poteva essere soffiato in lastre di grandi dimensioni, veniva tagliato e legato con trafilati di piombo, una fitta rete metallica che dava sostegno alle numerose tessere vitree.

Le primissime vetrate, nelle piccole chiese o in alcune case prima ancora di venire impiegate nelle grandi cattedrali, dovevano essere così: senza tanti colori, a volte fatte solo con un vetro trasparente o rulli (tessere di vetro che nascono già nella loro forma circolare senza bisogno di esser sagomate).

Ma per le grandi cattedrali o chiese, specialmente nelle architetture gotiche dove gli spazi per dipingere affreschi erano sostanzialmente scomparsi, le vetrate dovevano “parlare” assieme alla pietra, dovevano essere “la bibbia dei poveri” cioè immagini sacre che descrivono episodi dell’antico e Nuovo Testamento.

Le vetrate artistiche vengono dipinte con la grisaglia, cioè una pittura che una volta cotta in forno ad altissime temperature si fissa irreversibilmente e tenacemente sul vetro. La legatura a piombo definisce linee, figure, geometrie e decorazioni floreali, un’intricata trama che rende la luce ancor più vibrante e viva. I colori diventano vari ed intensi.

Le vetrate artistiche divengono così veri e propri gioielli incastonati nell’architettura, opere uniche che dal medioevo ad oggi ci parlano, cantano con melodie di luce, che trasformano con i loro colori un luogo in un luogo sacro o un ambiente in uno spazio accogliente.

 

Le vetrate di Pedemonte

Don Oreste Bonomi presentava la collocazione delle nuove vetrate nel gennaio 1990: benediceva le nuove vetrate come un aiuto a far diventare sempre più consapevole la partecipazione del popolo alla Messa. Quasi una nuova forma di catechesi sui significati e sui simboli legati al Sacramento dell’Eucaristia.

La realizzazione del progetto è stata affidata all’artista Salvatore Cavallini, che già aveva realizzato le vetrate della facciata e dell’abside.

Le dieci vetrate sulle finestre laterali della nostra chiesa formano un vero e proprio ciclo: la teoria delle immagini fa memoria all'assemblea degli eventi che specialmente la celebrazione eucaristica sintetizza e fa vivere nel presente. Viene richiamata tutta la simbologia tipica dei sacramenti, insieme alla realtà Chiesa nella sua costituzione e nel suo pellegrinaggio verso la manifestazione del Signore Glorioso. Sono questi i segni attraverso i quali Dio continua ad offrire il suo messaggio di salvezza a noi, suo popolo in cammino. Celebrare è essere immersi nelle grandi gesta divine che vanno dalla creazione al- l'ultima venuta del Signore. Cristo è il centro di questa grande storia. Egli continua nella chiesa la sua azione di salvezza, si inserisce nelle situazioni fondamentali dell'esistenza umana, perche il cristiano testimoni nel mondo la straordinaria ricchezza del l'amore di Dio e «renda ragione al mondo della speranza che è in lui (1 Pt 3,15). 

 

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© Parrocchia di Pedemonte, via della Contea 1 37029 San Pietro in Cariano

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